La Porta del Paradiso – Battistero di Firenze

Dall’8 settembre 2017 l’originale della porta del Paradiso del Battistero di Firenze sarà di nuovo visibile nel Museo dell’Opera del Duomo. La magnifica opera del Ghiberti, che rimase danneggiata nell’alluvione dell’Arno del 1966, è un capolavoro simbolo del Rinascimento italiano, tanto bella da meritare il nome di “Porta del Paradiso” come la definì Michelangelo. Opera eccelsa di scultura ed oreficeria,  era la porta d’ingresso al Battistero, proprio di fronte all’ingresso del Duomo che è  sormontato dalla splendida cupola del Brunelleschi  ed affiancato dal celebre campanile di Giotto. Realizzata nel primo Quattrocento, la Porta è composta da 2 ante, alta oltre 5 metri, dallo spessore di 11 centimetri  e dal peso di 8 tonnellate ed è costituita da 58 rilievi, di cui 10 riquadri con episodi del Vecchio Testamento.

Battistero di Firenze – Grande capolavoro

Ha una pianta ottagonale, con un diametro di 25,60 m, quasi la metà di quello della cupola del Duomo. L’ottagono è già figura tipica dei battisteri, soprattutto medievali e di ispirazione bizantina, di cui l’ipotesi più probabile è quella di ricordare l'”ottavo giorno” della settimana, che nel Nuovo Testamento del Cristianesimo è simbolo di Resurrezione ed Eternità.

La necessità di un edificio di vaste dimensioni si spiega con l’esigenza di accogliere la folla che riceveva il battesimo solo in due date prestabilite all’anno. Anticamente era sopraelevato di alcuni gradini, scomparsi con l’innalzamento graduale del piano del calpestio, che Leonardo da Vinci aveva pensato di ricreare studiando un modo per sollevare in blocco l’edificio e ricreare una nuova piattaforma.

L’edificio è coperto da una cupola ad otto spicchi, mascherata all’esterno dall’attico e coperta da un tetto a piramide schiacciata. Sul lato opposto all’ingresso sporge il corpo dell’abside rettangolare (scarsella).

L’ornamento esterno, in marmo bianco di Carrara e verde di Prato, è scandito da tre fasce orizzontali, ornate da riquadri geometrici, quella mediana occupata da tre archi per lato, nei quali sono inserite superiormente finestre con timpani. Ai pilastri in marmo verde del registro inferiore corrispondono colonne poligonali in strisce bianche e nere in quello superiore, reggenti gli archi a tutto sesto. I pilastri angolari, originariamente in pietra serena, furono poi rivestiti pure di marmo. Si tratta di uno spartito di gusto classico, usato già in altri monumenti romanici come la facciata di San Miniato al Monte, che testimonia il perdurare a Firenze della tradizione architettonica della Roma antica.

Le tre porte bronzee, realizzate secondo un programma figurativo unitario nell’arco di più di un secolo, mostrano la storia dell’umanità e della Redenzione, come in una gigantesca Bibbia figurata. L’ordine narrativo, sconvolto dal cambiamento di posizione delle singole porte, va dalle Storie dell’Antico Testamento nella porta est, a quelle del Battista nella porta sud, fino a quelle del Nuovo Testamento (Storie di Cristo) nella porta nord.

Battistero di Firenze – la Porta del Paradiso
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